Rilassarsi non significa abbassare del tutto le difese. Significa scegliere consapevolmente: "In questo momento, sono al sicuro."
Rilassarsi non significa abbassare del tutto le difese. Significa scegliere consapevolmente: "In questo momento, sono al sicuro."
Il valore della vita sta nell’equilibrio tra le onde, non nella tranquillità costante. I‘overthinking non è negativo, ma arricchisce e approfondisce la nostra esistenza.
Quando ascoltiamo la voce del nostro corpo, diventiamo più chiari e liberi, riconoscendo i nostri veri bisogni e valori, liberandoci dalle catene esterne e vivendo autenticamente. La libertà inizia con l'ascolto del corpo.
L’unicità del dolore di ogni individuo nasce da un profondo desiderio di essere accolti—di avere qualcuno che lo veda, lo riconosca e lo prenda prima che cada.
Forse la vera crescita non consiste nel ribellarsi a ogni aspettativa, ma nel coltivare la saggezza di trattarle come sottotitoli su uno schermo—qualcosa che puoi considerare, ma non un copione che sei obbligato a seguire.
Hai mai avuto la sensazione che il mondo intorno a te diventasse improvvisamente sfocato e sconosciuto, come se fosse separato da una barriera invisibile?

"Riconoscere il nostro dolore" è un primo passo fondamentale per coltivare il nostro benessere mentale, emotivo e la nostra crescita personale.
Durante il mio percorso di apprendimento del Coaching, ho realizzato che sto guardando il mondo attraverso un paio di occhiali e ho scoperto che posso effettivamente crearne un paio nuovo.
Quando questi obiettivi diventano la motivazione della nostra pratica, come possiamo restare fedeli allo spirito e all’atteggiamento della mindfulness?

In passato ho risposto così: "All’inizio no, e nemmeno ora. Non credo che praticare ogni giorno debba essere un obiettivo. Una volta che lo trasformi in un obiettivo, non è più tanto ‘mindful’."
Ti è mai capitato, anche solo per un attimo, di sentire di non aver colto davvero l’attimo presente? Di non aver sfruttato pienamente l’opportunità che avevi davanti? È una sensazione sottile: non è dolore, né un crollo emotivo, né qualcosa di preciso che è andato storto… è solo un lieve senso di “che peccato”.