Molte persone si sentono immerse nella sofferenza. Possono provare tristezza inspiegabile, solitudine, lotta interiore o rabbia. A volte, le lacrime scendono senza preavviso. Spesso sentiamo dire che la vita è un mix di gioia e dolore, ma per alcuni sembra che esista solo il dolore. Eppure, in apparenza, non sembrano particolarmente sfortunati: forse hanno una famiglia completa, un corpo sano e, pur non essendo ricchi, non sono mai mancati loro i beni essenziali. Come tanti altri, hanno studiato, si sono laureati e hanno trovato un lavoro. In superficie, nulla sembra andare davvero storto. E allora perché questa sofferenza così profonda? Perché il petto sembra così pesante, come se fosse schiacciato da un’enorme pietra? “Quando finirà finalmente questa vita?”
Ma hai mai pensato che essere consapevoli di questo stato sia in realtà il primo passo verso la felicità? In un certo senso, possiamo essere grati di poter ancora sentire il dolore. Il dolore è come una spia luminosa del nostro corpo e della nostra mente, che segnala che qualcosa non va, che qualcosa deve cambiare. Ma di cosa si tratta esattamente?
Riconoscere la nostra sofferenza è fondamentale. Il primo passo è ammetterne l’esistenza, senza respingere le nostre emozioni o dirci: “Non sto davvero soffrendo; questa sensazione è finta. In fondo, gli altri dicono che non ho motivo di essere triste.” Se ci rifiutiamo di ammettere il nostro dolore, non faremo nulla per alleviarlo, né cercheremo aiuto per affrontarne la causa profonda. Con il tempo, ciò che all’inizio poteva essere un problema semplice diventerà sempre più complesso, rendendo ancora più difficile vivere una vita serena.
La guarigione inizia nel momento in cui affrontiamo con sincerità i nostri sentimenti. Attraverso una riflessione autentica, possiamo riconoscere i pensieri che ci fanno sentire tristi, imbarazzati o arrabbiati. Possiamo identificare ciò che amiamo veramente, i valori che ci stanno a cuore, le parti di noi che brillano e, in ultima analisi, il nostro vero sé.
Solo attraversando questo processo può avvenire un cambiamento. Quando smettiamo di evitare inconsciamente alcuni pensieri, iniziamo ad affrontarli. Quando ci rendiamo conto che alcuni problemi non possono essere risolti da soli, ci permettiamo di cercare aiuto esterno. Quando riconosciamo di non aver gestito qualcosa nel modo migliore, impariamo ad accettare le nostre imperfezioni e a vedere le nostre risorse.
Inoltre, solo attraverso la consapevolezza possiamo sviluppare la capacità di riconoscere i modelli o i trigger che causano la nostra sofferenza e intraprendere azioni per cambiare i nostri comportamenti o ambienti.
Ostacoli sul cammino della consapevolezza
Possiamo incontrare diverse difficoltà nel percorso verso una maggiore consapevolezza di sé:
- L’effetto della rana bollita
Nella vita, i grandi cambiamenti raramente accadono all’improvviso. Piuttosto, sono il risultato di piccoli elementi che si accumulano lentamente, modificando le nostre emozioni e i nostri pensieri fino a raggiungere una soglia percettibile. Alcune persone sopportano certe condizioni così a lungo da iniziare a considerarle normali. Per esempio, chi soffre di dolore cronico potrebbe finire per accettarlo come parte della quotidianità, anche se influisce significativamente sul loro benessere. - Evitamento
Come esseri sociali, spesso ci definiamo attraverso etichette e categorie per ottenere un senso di identità e sicurezza. Quando le nostre azioni si discostano da queste etichette, possiamo provare emozioni negative intense. Alcune persone, quando si trovano di fronte a pensieri angoscianti, tendono ad evitarli perché affrontarli è troppo doloroso o stressante. Piuttosto che affrontare queste emozioni, cercano distrazioni come videogiochi, TV, cibo, lavoro o faccende domestiche. - Mancanza di conoscenza
Alcune persone potrebbero non avere accesso alle informazioni o alle risorse necessarie per comprendere e affrontare la propria sofferenza. Altri potrebbero minimizzare le proprie difficoltà pensando: “Tutti vivono queste cose”, senza rendersi conto di quanto la loro situazione possa essere diversa da quella degli altri.
Diventare consapevoli della nostra sofferenza non è un processo automatico. Molti fattori possono ostacolare la nostra capacità di elaborare emozioni e sensazioni. Il percorso è spesso scomodo, ma è essenziale. È il punto di partenza per la felicità e la libertà. Solo quando sviluppiamo la capacità di percepirci con maggiore chiarezza possiamo usare queste emozioni per comprendere il nostro passato, fare scelte giuste nel presente e costruire un futuro che ci appartenga davvero.
Un dolce promemoria
Se durante questo percorso incontri difficoltà significative, considera di cercare il supporto di un coach professionista. Inoltre, se la tua situazione è grave, è consigliabile consultare un medico o un terapeuta per un aiuto professionale.